Naufragio del sindaco Collu

Nove consiglieri scelgono di ritornare a casa proprio alla fine del mandato. Non succedeva da 35 anni. . Il sindaco di Sanluri Alessandro Collu resta sconcertato di fronte alla lettera dei dimissionari. Una mossa che forse in pochi si aspettavano. Ma i numeri erano allettanti, giusti per far cadere il Consiglio comunale. Motivazioni diverse che hanno spinto i consiglieri di minoranza Giuseppe Tatti, Efisio Scanu, Omero Bandinu, Alessandro Melis, Marinella Mocci, l'indipendente Francesco Paderi e i suoi stessi uomini della maggioranza, Pasquale Ruggiero, Tino Lobina ed il vice Antonello Mancosu a rimettere il mandato nelle mani del primo cittadino. C'è chi l'ha fatto per una questione di coerenza e chi per un calcolo politico. Ma hanno firmato tutti insieme.
La spaccatura in Consiglio era già evidente da tempo, troppi contrasti tra gli stessi banchi della maggioranza soprattutto tra il sindaco ed il suo vice. Non ultima la questione Cisa discussa negli ultimi due consigli comunali, caratterizzati da momenti di vivaci scambi di battute e frecciate tra i due.
A novembre 2009 il consiglio comunale aveva deliberato per riaffidare al Cisa il servizio di raccolta dei rifiuti ormai in scadenza. Tre mesi dopo la proposta di revoca e il passaggio all'Unione dei Comuni Marmilla. I motivi li aveva spiegati l'assessore Maria Giovanna Pitzus: . Tesi che non ha convinto l'opposizione che chiedeva dati e numeri certi. Dai banchi della maggioranza Antonello Mancosu si mostrava in disaccordo dai suoi e difendeva l'operato del Cisa. E così, mentre l'opposizione abbandonava l'aula per protesta e Mancosu decideva di non partecipare al voto, il Consiglio si esprimeva per la revoca al Cisa. Ma i numeri (servivano i voti favorevoli dei due terzi dei consiglieri) non sono bastati per passare all'Unione dei comuni. E neppure la seconda convocazione, del 1 marzo, ha sciolto i dubbi. Al successivo consiglio sarebbe bastata la maggioranza semplice, ma non ci sarà un altro consiglio. Perlomeno prima delle elezioni.
Il sindaco, nella lettera di dimissioni, è accusato di aver condotto una "legislatura non collegiale, deludente, povera di idee e iniziative, senza prestigio e lontana dai problemi della gente". E i firmatari, rassicurando i cittadini, scrivono: "Lo scioglimento del consiglio e il conseguente arrivo del commissario per pochi mesi, non avranno nessuna conseguenza negativa per la nostra cittadina".
L'ufficialità dell'azione arriva con il decreto di scioglimento del presidente della giunta regionale Ugo Cappellacci. Segue la nomina di un commissario chiamato a traghettare la cittadina fino alle elezioni del prossimo maggio, data naturale della scadenza del mandato dell'attuale amministrazione.  

<Ormai lo sapevano tutti", osserva l'indipendentista Francesco Paderi, fino a due anni fa componente della giunta e poi dimissionario anche lui, "che Collu da tempo non aveva la maggioranza. Forse l'abbiamo trascinato anche troppo a lungo questo Consiglio. Non andavamo d'accordo in tante decisioni e ora ognuno andrà per la sua strada. Il sindaco ha agito con troppa indipendenza rispetto alla sua squadra.  Ho lasciato proprio per mancanza di collegialità in decisioni importanti. L'ultima è stata proprio la raccolta dei rifiuti, siamo tutti d'accordo per risparmiare ma i modi  per scegliere il nuovo gestore si dovevano trovare  insieme avendo almeno dei preventivi sui costi da affrontare. Ci hanno chiesto di votare al buio>.

 Arianna Concu