Dove una volta c'era il maniscalco

Nella centrale via Roma 2 si respira tutta l'atmosfera di un tempo, quando, negli anni '50, il fabbro Cesare Mandis armeggiava abilmente l'incudine, la forgia, mantice, il vecchio smeriglio, il trapano a colonna, le pinze costruite a mano e i tanti altri strumenti oggi esposti nella bottega. Antichi saperi raccontati attraverso quel locale ristrutturato dalla figlia di Cesare Pina Mandis, assieme al marito Sergio Floris, grazie ad un piccolissimo finanziamento pubblico e tante risorse proprie. Tutta la famiglia ha messo a disposizione gli antichi strumenti che Cesare aveva ereditato dal padre Antonio, anche lui maniscalco, affinché la gente del posto e i turisti conoscano quella parte di storia guspinese ancora impressa nelle menti degli anziani. Il piccolo museo, che è stato inaugurato ufficialmente il 6 dicembre, sarà riaperto in primavera: . Da qui la proposta di ospitare un artigiano che faccia ricominciare a battere il cuore del laboratorio Alle attrezzature presenti e funzionanti si potrebbe anche aggiungere qualche altro strumento più moderno, utile nel mestiere. Passato e presente potrebbero intrecciarsi per salvaguardare la memoria di una famiglia e di un intero paese e dare a un artigiano un posto dove poter crescere professionalmente mentre custodisce i tesori del passato.
Stefania Pusceddu